Lezioni di teatro

Lezioni di Teatro Articoli sulla recitazione, il mondo dello spettacolo teatrale, i grandi attori di ieri e di oggi, scritti da chi fa e ama il teatro

Videolezioni

Recitare “Ho sceso dandoti il braccio” (videolezione) 0

giovedì 10 mag 2012
di Alessandro

Sono particolarmente legato a questa breve ma intensa poesia di Montale, perché era la preferita dalla mia adorata insegnante di Recitazione dell’Accademia (Maura Molteni). È una lirica che svela un Montale privato, per una volta semplice e diretto nel linguaggio. Qui il poeta descrive con tenerezza disarmante la figura della moglie defunta, fotografata in una dimensione di quotidianità, ricordando la sua accentuata miopia. Montale si affidava a lei nelle faccende di tutti i giorni (lo scendere le scale, appunto) che lo guidava in un mondo fatto di piccole cose che danno sollievo all’anima. Come spesso accade l’affetto provato nei confronti di una persona lo si comprende meglio solo durante sua assenza (dal vuoto ad ogni gradino).

A noi attori-lettori quello che interessa è il primo verso dove ricorre la lettera “L” che dobbiamo restituire in tutta la sua dolcezza, e il ritmo della poesia che inizia con un verbo. Nei versi successivi il ritmo cambia, si fa più veloce e sostenuto con la serie di elenchi. Attenzione alla ripresa del primo verso quasi identico al primo, se non più veloce (ho sceso milioni di scale…).

Il finale è fatto di amara verità, una verità razionale e umanissima: le sole vere pupille erano quelle della moglie, capace di guardare la realtà in modo diverso, forse proprio perché miope.

Buon ascolto.

Fare teatro, I grandi di ieri

Marisa Fabbri: il peso antico delle parole 0

martedì 24 apr 2012
di Alessandro

Marisa Fabbri
Quasi dieci anni fa moriva Marisa Fabbri, grande interprete del nostro teatro italiano. Oltre a ricordare il fine talento che la contraddistingueva, Marisa ci offre l’opportunità di riflettere su come sia possibile inventare un modo di fare teatro e di esplorare il testo. Dotata di un apparato tecnico infallibile, l’attrice fiorentina negli anni ha messo a punto un suo personalissimo metodo frutto di ricerca vocale e intellettuale sulla scrittura scenica.

La domanda più importante che ogni interprete si deve porre quando porta in scena un testo è che cosa vuole comunicare e come può farlo al meglio. La Fabbri sosteneva che l’attore deve farsi “scrittura vivente”. È fondamentale dare alle parole quello che occorre, non di più, non di meno. Così facendo l’attore riesce a farsi amico sia dell’autore sia dello spettatore. Continua »

Riflessioni

Il teatro di Dio 0

venerdì 06 apr 2012
di Alessandro


Da un po’ di tempo si sta sviluppando in Italia una forma di teatro che potremmo chiamare sacra. Sono nati e cresciuti diversi Festival dedicati a questo tema; uno dei più importanti è “Crucifixus”, al quale ho partecipato settimana scorsa in qualità di attore con la lettura scenica di “Interrogatorio a Maria” di Testori per la regia e l’interpretazione di Milvia Marigliano.
L’emozione del pubblico presente nelle bellissime chiese della Valcamonica trasformate per una settimana in veri e propri teatri è stata totale e immediata.
Tanti grandi scrittori e poeti hanno scritto e parlato di Dio, da Platone a Merini; cercando non solo di dargli un volto e fornire una prova ontologica della sua esistenza ma provando a descrivere il bisogno dell’uomo-creatura di cercare colui che li ha creati. Spesso questa ricerca è sfociata in un silenzio, in una bestemmia, in un rifiuto ma sempre c’è stata la disperata ricerca dell’umanità verso questo assoluto invisibile che sembra dare un senso alle nostre esistenze. Continua »

Fare teatro

Louis Jouvet e Giorgio Strehler: quando i grandi ci raccontano come si dovrebbe recitare 0

martedì 20 mar 2012
di Alessandro

Il frammento video che potete vedere qui sopra è tratto da “Elvira o la passione teatrale”, sette lezioni di Louis Jouvet rappresentate da Giorgio Strehler nel 1986. Strehler ha creato uno spettacolo da lezioni realmente tenute dal grande maestro del teatro francese dal febbraio al settembre 1940 al Conservatorio d’Arte Drammatica di Parigi. Esse riguardano il personaggio di Elvira nel “Don Giovanni” di Moliere. Allieva protagonista delle lezioni è Claudia, una giovane ragazza ebrea che in sette lezioni tenta di preparare il celebre monologo di Donna Elvira nella scena sesta dell’atto quarto, per poter entrare in Accademia. Strehler che all’epoca inaugurava il nuovo spazio del Teatro Studio volle adattare quelle lezioni con Giulia Lazzarini, sua storica attrice, cercando di rivivere il rapporto allieva-maestro.

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Videolezioni

Recitare “Meriggiare pallido e assorto” (videolezione) 0

mercoledì 08 feb 2012
di Alessandro

“Meriggiare pallido e assorto” è forse una delle poesie più conosciute di Montale, scritta nel 1916 e tratta da “Ossi di seppia”.
Il poeta descrive un paesaggio estivo colto nella sua ora più calda, quella del meriggio. Non è fonte di gioia; la natura ferma e immobile: è sinonimo di solitudine dell’anima, abbandono e dolore.

Il mare è lontano così come sono lontane le speranze umane. La luce accecante del sole ci mostra il travaglio inesorabile che ci accompagna in un cammino fatto di piccole insidie quotidiane.

Quello che interessa a noi teatralmente è la svariata complessità di suoni: onomatopee, assonanze, allitterazioni. Per restituire questi straordinari versi, è necessario far sentire questa natura inerme che il poeta descrive. Bisogna lavorare sul ritmo, che nella prima parte deve essere lento, poi si accelera sul finire della prima quartina per restituire le onomatopeiche “scrocchi” e “frusci”.

Il cambio tonale e di ritmo più grosso avviene nell’ultima cinquina di versi, poiché qui dall’inazione si passa all’azione; dopo aver “subito” il paesaggio ora bisogna prendere coraggio e andare…

Montale usa il suono più cacofonico della nostra lingua: “gl”
L’attore non può non tenerne conto. E il finale è un sussulto: sul nostro cammino troveremo “cocci aguzzi di bottiglia”.

Buon ascolto.

Fare teatro, I grandi di ieri

Ancona… Ancona… Alessandria! 0

mercoledì 01 feb 2012
di Alessandro

Questo delizioso Carosello datato 1962 che vede protagonisti due grandi mattatori di ieri, Alberto Lionello e Lauretta Masiero, ci permette di fare una riflessione interessante sulle parole. Il pretesto era sponsorizzare una brillantina partendo da una classica situazione teatrale: una coppia di attori in tournée all’estero si sono dimenticati il copione e hanno improvvisato le battute usando le città e i comuni italiani giocando sulle assonanze. Al di là della boutade simpatica, garbata e di ironica intelligenza, questa situazione ci permette di riflettere sul valore delle parole che possono a volte essere puro suono.

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Videolezioni

Come recitare Dante (videolezione) 0

giovedì 19 gen 2012
di Alessandro

L’ultimo canto del Paradiso si apre con la splendida preghiera di San Bernardo alla Vergine.
Il Santo implora Maria di intercedere presso Dio perché Dante abbia accesso alla più alte sfere del Paradiso.
L’invocazione si apre con uno degli ossimori più efficaci quanto difficili da rendere a voce: Vergine Madre.
La difficoltà nel leggere Dante è dovuta al fatto che da una parte bisogna assolutamente rispettare l’endecasillabo (vedi il nostro articolo relativo a Gassman), dall’altra è necessario restituire la potenza delle immagini.
Per prima cosa dobbiamo analizzare il testo poetico cercando di cogliere cosa vuol comunicare il poeta, per restituirlo il più fedelmente possibile al pubblico. In seguito dobbiamo studiare il linguaggio utilizzato. Noterete che nel Paradiso c’è una prevalenza di vocali tra cui la “A”, lettera che evoca pace e serenità. Senza entrare nella parafrasi specifica dei versi, diciamo solamente che si vuole esaltare la potenza e l’umiltà di Maria che accettando di portare nel suo grembo il figlio di Dio ha permesso che il verbo si facesse carne. A mio parere il passaggio più bello è quando Dante parla di Maria come di una creatura talmente magnanima da venire in soccorso anche a chi non chiede aiuto.
Come rendere tutto questo solo con la voce? Sforzandosi di “visualizzare” queste immagini, senza timore di riempirsi la bocca di parole così eccelse e di restituirle con il giusto tono, ritmo e volume. Avere chiaro lo stupore di dire “Vergine Madre”, “Figlia del tuo figlio”; la meraviglia nel constatare che per Dio ogni apparente contraddizione si svuota di ogni significato.
Buon ascolto.

I grandi di ieri

Pirandello visto da Strehler: arte per l’arte o arte per la vita? 1

mercoledì 11 gen 2012
di Alessandro

Ero adolescente quando vidi per la prima volta I Giganti della Montagna di Pirandello nella versione di Strehler, e ne rimasi folgorato. La grande metafora del teatro nel teatro tanto cara al grande drammaturgo siciliano non poteva che essere sviluppata al meglio da un Maestro della regia che ha sempre considerato il Teatro come un atto sacro. Continua »

I grandi di ieri

Perché Gassman è il miglior interprete della Commedia dantesca? 2

lunedì 19 dic 2011
di Alessandro

Non me ne vogliano i tanti attori che si sono cimentati nella lettura di Dante, alcuni con ottimi risultati; ma il primato, ovviamente a mio avviso, va a Gassman.
Anni fa il grande mattatore realizzò per la Rai una maratona dantesca, oggi disponibile in dvd. Qui sopra trovate l’interpretazione del quinto canto dell’Inferno, più conosciuto come quello di Paolo e Francesca.
Perché la versione di Gassman riamane imbattibile?

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